a mani nude

Ci sono certi che a quarant’anni hanno ancora mani da ragazzini. Io, no: le mie sono, da una vita, mani sciupate, mani da vecchia, mani grinzose. Sono al tempo stesso la parte di me che meno mi assomiglia e quella a cui somiglio di più.
Le mie mani sono piccole, come me, e credo che avrebbero potuto essere graziose se la vita e i guai non le avessero trasformate nelle zampette di gallina che sono oggi.
Ci sono stati momenti in cui me ne sono vergognata a morte e le ho nascoste, malate, dentro guanti di filo; protette dagli sguardi con la scusa di proteggerle dal mondo. Ci sono stati giorni – tanti – di tagli e crepe e fuoco e squame e bolle; pelle di serpente e abituarsi a quella pelle fino a credere che fosse la mia.

Oggi guardo le mie mani che non sono belle e però penso che non ho più da vergognarmi, che posso toccare bambini e lavare piatti e stringere altre mani senza sentirmi male, senza sentirmi ripugnante, senza vedermi orribile.
E le mani allora mi paiono perfette, adesso, anche se non lo sono: se la pelle è rugosa, le dita non si abbronzano più e se tradiscono, loro sì, la mia età. Ma non ho più la pelle di serpente e adesso lo so, che non era la mia: e accarezzo i miei figli e lavo le pentole e stringo dita che amo senza piangere e mi sembra bellissimo.

6 thoughts on “a mani nude

  1. io di questo grave difetto gravissimo non me n’ero accorta. forse non è una cosa così grave, forse non sono così brutte e vecchie come dici. forse appartengono a te perciò sono, come dice Mitia, perfette a prescindere.
    e se pensi che questa sia una leccata di chiulo, pentiti perché lo sai che non lo è.😀

  2. …di tagli e crepe e squame e fuoco e bolle.
    La pelle.
    (Io son stranita, davvero, nel ritrovarmi in tante cose simile a te, che nemmeno ti conosco).
    Però. Grazie.
    L.

  3. Coincidenze.

    Commentavo proprio il 30 sera sul blog di Bananas Republik:

    “C’era un chirurgo, tanto tempo fa, che collezionava i calchi delle mani di personaggi famosi (mica gliele tagliava, no).
    Ecco, sì, ho sempre pensato alle mani come qualcosa per me di sacro, compagne ed alter ego silenzioso della parola.
    Le mie sono piccole, un po’ ruvide, ferite o segnate, ma ci voglio bene.”

    Amorevoli le tue considerazioni.🙂

  4. Un giorno, ad un truccatore che cercava di coprirle le rughe del viso con il cerone, Anna Magnani gridò: “Non ti azzardare a coprirmi le rughe: ci ho messo una vita, ad averle.”

    Il corpo che ci contiene è la nostra storia.

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