mezza

E poi, credo che fosse in Rue des Francs Bourgeois, o Rue des Rosiers, o forse Rue Vieille du Temple, sabato pomeriggio; mi son trovata a piangere, al telefono, in mezzo alla strada; il che può sembrare strano, piangere in mezzo alla strada in un quartiere pieno di gente il sabato pomeriggio, invece non è strano per niente, e comunque nessuno si accorge di te, se piangi in mezzo alla strada, di questi tempi. E io mi dicevo che era assurdo e che avrei dovuto essere felice come una pasqua, visto che potevo usare il mio tempo come volevo nel posto del mondo che mi piace di più, e invece piangevo perché il fatto è che io, lì, da sola, mi son sentita mezza.

8 thoughts on “mezza

  1. però è bellissimo avere la consapevolezza di queste cose.
    e poi non eri mezza. eri tutta intera ma non intera nella completa interezza. secondo me🙂

  2. Io ero tra Sarcedo, Sarego, Salcedo e Sarmego (il quadrilatero maledetto dove, da anni, centinaia di camionisti turchi girano senza riuscire a tornare a casa). Avevo quattordici Tir davanti e ventisette Audi grigie di rappresentanti dietro. Pensavo a una mia amica mezza, a Parigi, e piangevo anch’io, per tutte le mutande che avrebbe dovuto lavare appena tornata a casa.

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