Vicenza – Paris Bercy andata e ritorno

Si affrettano, aspettano, leggono. Si guardano intorno, fissano il vuoto, osservano gli altri oppure, solo, la punta delle proprie scarpe. Si baciano, piangono, si salutano: lo sguardo assonnato, o triste, o allegro, dipende. Con la valigia, o senza; o uno zaino, o un borsone, o un marsupio piccolissimo, oppure niente. Persi in chiacchiere o silenziosi; in fila, in gruppo, a coppie, o soli.

Mi sembra che ci sia tutto il mondo, in una stazione. E in mezzo al mondo, io.

12 thoughts on “Vicenza – Paris Bercy andata e ritorno

  1. Le stazioni sono un bel concentrato di varia umanità, un po’ intriganti, un po’ inquietanti

    (inquietanti per me che ero nell’età giusta perchè certi avvenimenti mi rimanessero “attaccati” all’anima)

  2. è bello!
    ma è corto!
    dopo tutti questi giorni che sei stata via io avevo bisogno di leggere più lungamente🙂
    (però è bello!)

  3. Ecco io sono quella che in stazione osserva gli altri, buttando sempre un occhio al tabellone delle partenze… bentornata!

  4. Sì, vabbé, è bello, è lirico, è poetico… ma mentre tu stavi a Parigi, madre snaturata, tuo figlio Riccardo non ha mai fatto i compiti di matematica. E come faceva, se i libri ce li ho io? e lo Splendido, sarà anche splendido, ma dal punto di vista pratico a cosa serve? e tua sorella Cri, che le ho pure telefonato e non si è più sentita? e tua mamma, che risponde la segreteria? comunque in cantina ci sono scesa la sera stessa, e ho trovato:
    Aritmetica 2
    Geometria 2
    Algebra
    di Vacca, Artuso e Bezzi, Atlas editore.
    E siccome non rispondi alle mail, ti mando il mio primo post (si chiama post? boh)
    Fammi sapere se devo aggiungere un commento sulle stazioni.

  5. @marta: adesso arrivo (comunque questo era il tuo primo commento e spero non l’ultimo. Sì, potresti aggiungere qualcosa sulle stazioni ma solo se hai qualcosa da dire😆 )

  6. Ah ecco dov’eri sparita!
    Eri in mezzo al mondo e sei tornata portando con te tutti i benefici effetti che quel tipo di ossigeno lì sa dare.
    Da respirare tra le tue righe.
    Bentornata.

  7. Io amo le stazioni. Il mio paese ha una stazione con un binario e due panche di pietra, ed è bella pure lei.
    Nella stazioni non ci sono solo persone che partono o arrivano, o persone che salutano chi parte o chi arriva. Spesso c’è il nonno con il nipote. Son lì a guardare i treni. Ecco, io quelle coppie le trovo sempre, quando mi affaccio al finestrino del treno, in qualunque stazione.

    Mi piace molto cosa scrivi e mi piace molto come lo scrivi. Complimenti!

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