di necessità e di smania

La scrittura,  trovo che sia un po’ come il sesso: la ragione principale per farlo è il piacere personale prima ancora che quello altrui (lo so, sono egoista) e invece capita anche, qualche volta, per abitudine o per senso del dovere.

Io da qualche giorno non ho più il mio netbook, che era il mio cordone ombelicale con la rete.
In casa per la verità ci sono due computer: un notebook figo, che però è dello Splendido, e una ciofeca che va a manovella, che è dei bambini. Io li posso usare, quando mi serve, ma non è come avere il Piccoletto di fianco, acceso giorno e notte (si fa per dire: io di notte dormo), solo mio, con le mie password memorizzate ché tanto nessuno oltre a me lo usa, con il plin plon della posta in arrivo.

Lo Splendido mi ha detto dài che ne prendiamo un altro; io sto temporeggiando e lo so che sembra incomprensibile, ma è per via del desiderio.

Io, quando non avevo il Piccoletto giravo con un taccuino in borsa, e guai a dimenticarlo a casa. Magari non avevo accesso a un pc per ore o per giorni e la scrittura era necessaria e improcrastinabile. Nel taccuino ci finiva un po’ di tutto: frasi finite, parole solitarie, pezzi interi con un capo e una coda, che restavano in attesa prima di finire in un post, in una mail o in una lettera d’amore.

Questa abitudine bella l’ho persa, con la comodità di una tastiera sempra a portata di mano. E sarà per via del fatto che sono una tipa all’antica, ma quel desiderio lì, impellente, di scrittura, lo voglio di nuovo. Voglio la penna che scorre sulla carta: una penna così e una carta colà, non penna e carta tout court. Voglio guardare i segni, voglio che la scrittura sia bella da vedere prima che da leggere, perché se è brutta da vedere sarà brutta anche da leggere; voglio il peso del quadernino nella borsa a ricordarmi che quello che incontro lo posso immortalare con l’inchiostro, liquido e tiepido che pare sangue tra le dita.

Io il desiderio spesso me lo perdo per strada, per pigrizia o per abitudine, e lo devo cercare nelle tasche nascoste, come quando scopri che fai l’amore ancora prima di sentirne il bisogno vero e vuoi tornare a ricordarti la necessità e la smania.

Annunci

14 thoughts on “di necessità e di smania

  1. Quant’era bello scrivere.
    Tieni duro, ne vale la pena.
    Io compro penne, stilo, matite, perché le adoro… ma poi le uso pochissimo, si accatastano.
    Però in giro mi porto un’agendina… ma scrivo poco, poco.

  2. pensa che una volta ho detto questa cosa a un’amica, lei mi ha risposto che ormai riesce a scrivere solo con la musica che fanno i tasti sotto i diti, io ora non so più cosa pensare 🙂

  3. son molto contenta dei vostri commenti perché vedo che si capiva che questo post parlava di quello, esattamente (è che qualcuno pensava che parlasse di sesso e invece no)
    Sto meditando di comprarmi una penna stilografica e di vedere cosa succede. Che non è come cambiare uomo. Magari è un po’ come cambiare camera da letto, prenderne una con una finestra diversa.

  4. Sempre difficile commentare quello che scrivi…

    Però, ecco, proprio oggi mi è capitato tra le mani un taccuino nuovo nuovissimo… E mi è venuta la tua stessa voglia. Tornare a scrivere.

  5. io la mia moleskine ce l’ho sempre con me da anni… e però non ce l’ho mai avuto il computer portatile portatile… e comunque anche se l’avessi la moleskine dentro la borsa è un’altra cosa 🙂

  6. @pepper: anch’io le amo per quello, perché devi trovare la tua. Io le mie che ho avuto e perso me le ricordo bene.

    @sid: la moleskine, eh, già… 🙂 per me, per dire, la moleskine ha una misura che non va, quella classica, dico. Mi serve più grande, per un questione di proporzioni

  7. @chiarè… guarda che la fanno! più grande, coi fogli per disegnarci, con la copertina colorata. tutto fanno. da MEL ci sono! 😀

  8. Io scrivo dappertutto. Non mi compro l’agendina e non so perché poi mi ritrovo a scrivere su scontrini sparsi nella borsa, biglietti da visita che mai utilizzerò, tovaglioli della paninoteca, pezzi di giornale strappati… forse lo trovo romantico? di sicuro é scomodo. L’altro giorno l’autobus era stra-pieno e io mi sono appiccicata al vetro, quello dietro all’autista, ed ho scritto un pensiero per un post che chissà quando scriverò.

    Scomodo ma mi piace fare così. E, giuro, non avrei mai creduto che parlavi di sesso. No tu no.

    😀

  9. Io non riesco proprio a scrivere a mano. Ho smesso appena ho potuto. Tra l’altro avevo una grafia impresentabile. Ma devo aver già detto una cosa simile nei commenti a un altro post. Forse mi sento in colpa 🙂

  10. @lindalov: in effetti io di parlare di sesso non sono capace 🙂

    @trabucco: mi piacerebbe vedere quanto impresentabile è la tua scrittura. Sul serio. Magari un giorno mi mandi una cartolina 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...