verbo velenoso

A lei la parola era sembrata sempre innocua. Non fine, non elegante, certo, ma innocua.
Ci aveva giocato spesso, lasciandola salire silenziosa alle labbra e facendola scivolare tra i denti in un movimento a serpentina. Aveva avuto, a volte, la tentazione di sussurrarla con un filo di fiato; in altre occasioni si era accontentata di immaginarla, scritta col gesso bianco su una lavagna nera.

Poi arrivò un giorno in cui la parola le spuntò in gola senza preavviso – fu per via delle avances poco galanti di un uomo – e da vibrazione di corde vocali si fece onda sonora, schiocco di voce, sputo di rabbia.

A lei era sembrata innocua, sempre, la parola, prima di allora.

(n.b.: cerca con google parolacce mortali)
(sempre dalla solita idea di trabucco)

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