i segni dell’età (forse)

Avranno sui 18 anni, entrambe: una sta studiando i quiz per la patente, l’altra sbatacchia svogliatamente a destra e a sinistra un libro di biologia. Si vede che di concentrarsi non hanno voglia, e forse quello non è il posto giusto, in effetti.
Parlano, mentre io a un pc che non è il mio approfitto di un momento per controllare la posta. Parlano non so di cosa: non le ascolto; finché una frase isolata mi arriva al cervello senza quasi passare per le orecchie.
“I vecchi – la tipa dice così, i vecchi, ma per qualche ragione capisco che intende gli adulti – pensano che la vita sia tutta cultura e letteratura, invece c’è dell’altro.”
Dell’altro mi sembra che nelle sue intenzioni voglia dire i ragazzi, l’amore, lo svago, le vacanze, le passioni; la vita quella vera; il piacere in contrapposizione al dovere.

E io penso che la vita non può essere solo letteratura però anzi mi domando che letteratura si possa fare senza vita. Penso a come la divisione inconciliabile tra le esperienze vissute e la loro elaborazione io non l’ho mai avvertita, nemmeno a quell’età; e che a me la letteratura è sempre parsa una forma di espressione che si compenetra con la vita, ché nessuno si sognerebbe di leggere qualcosa che non può riconoscere.

Ma è anche possibile che mi stia sbagliando.

PS: volevo dire ai precisini che lo so che in Italiano pensare regge il congiuntivo, ma qui era una specie di rafforzativo alla francese, ecco. Cioè, non è solo pura ignoranza. E comunque questa è vita e non letteratura

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15 thoughts on “i segni dell’età (forse)

  1. Questa scollatura tra elaborazione e vitavissuta credo che la viva ognis tudente, quando è costretto a estrapolare considerazioni altrui (quelle degli autori che è costretto a studiare) da opere altrui (quelle letterarie, artistiche, e via dicendo, che sempre lo costringono a studiare a scuola).

    Insomma, quelli che hanno pensato che i Promessi Sposi fossero uno squarcio rielaborativo e vivido di vita vissuta credo fossero pochini…

    Forse il vero stupore è quello che viene considerato cultura e letteratura.
    Scommetto che anche se avessi potuto non avresti chiesto: meglio non… avere cultura di quello che oggi è cosniderato cultura, e quindi noia.

  2. @pepper: sì, lo so che le cose che ti impongono da studente sono quanto di più lontano da te. Infatti mi son sentita vecchia, a fare quelle considerazioni lì 😉
    Poi, la letteratura e la cultura che invece ti scegli improvvisamente sono tutta un’altra cosa.

    Per il resto, essendo io scarsamente dotata culturalmente e letterariamente non ho più capito niente di quel che mi hai scritto: ho provato a cerchiare in giallo pickett ma ho ottenuto in cambio un’occhiataccia 😆

  3. Che dire? Beh io ho 17 anni e sono ormai in 4a liceo ma a dirla tutta mi sembra che nella vita reale, nel mondo, ciò che ho “imparato” a scuola mi servirà a ben poco se non per vincere qualche soldino a Chi vuol esser milionario. E’ oggettivamente inutile studiare poesie di sociopatici di secoli fa..non ce ne sono abbastanza al giorno d’oggi? Il fatto che al loro tempo quelli che ora vengono considerati geni puri non venissero, per dirla con un eufemismo, cagati manco di striscio, dovrebbe dire tutto.
    Noi giovani siamo vittime, e sottolineo vittime, di programmi che non hanno niente a che fare con noi, siamo costretti a perdere tempo con poeti e scrittori complessati, per non parlare del latino ( e che nessuno osi venirmi a dire che “apre la mente”). Io dico, roba più pratica no eh? Una seconda lingua al posto del latino, un po’ di diritto per districarci nel mondo al posto di Foscolo? Mah secondo me sfornerebbero generazioni più sveglie.
    Poi boh, ai posteri l’ardua sentenza perché alla fine la mia opinione è solo un punto di vista.

  4. @simoclx: sai cosa? Bisognerebbe cominciare ad andare a scuola dopo che si è vissuto un (bel) po’. Tipo a 40 anni. Io se cominciassi adesso sarei meno asina e le cose forse le capirei di più.
    Il latino… uhm… non era la mia materia preferita, e oggi come oggi non ne so niente

  5. forse semplicemente basterebbe dare un colpo di spugna e cambiare un po’.Via materie inutili via roba che con dei ragazzi non hanno niente a che fare. Siamo nel 2009 è inutile e molto stupido obbligarci a studiare falsi capolavori scritti 1000 anni fa non credi?

  6. ti posso chiedere che scuola fai? E se l’hai scelta tu?

    La questione dell’utile o inutile è abbastanza complessa e anche relativa.
    Io, per dire, ho sempre detestato la Fisica e tuttora penso che studiarla (si fa per dire) non mi sia servito a niente. Ma non penso che la Fisica sia inutile: semplicemente lo era per me.

    Magari poi mi piaceva la storia dell’arte e invece per alcuni studiare le colonne del Partenone o la prospettiva aerea o la luce di Caravaggio poteva essere l’occupazione più sterile dell’universo.

    Mio figlio che ha 9 anni adora la Storia, e tu potresti dire chissenefrega di sapere a che crociata ha partecipato Riccardo Cuordileone: ma le passioni sono passioni; il brutto è che la scuola non ti permetta di coltivarle, non che ti proponga argomenti che forse, per la tua vita, non serviranno.
    Poi c’è tutta la questione della fortuna di trovare gli insegnanti giusti, e qui ci sarebbe molto da dire

  7. Io faccio uno scientifico e me lo sono scelto io ovvio.Devo dire che mi ci trovo bene anche se mi sono accorto di odiare profondamente la matematica e la sua astrattezza.
    Il discorso delle passioni è un altro però le nostre passioni ce le dobbiamo scegliere noi non la scuola.Ti faccio un esempio:i libri da leggere.Ci propinano dei libri superati,andati,da dimenticare semplicemente perchè qualche critico ha detto che sono capolavori (penso che molti avrei potuto scriverli meglio anche io ma non mi chiamo Silone).Poi ovvio la fisica può servire e serve, dipende da ciò che farai.Ma la scuola ti dovrebbe dare un’infarinatura di solo cose utili.Per esempio il latino passione o no che sia dove lo ritroverai nella vita?La fisica sì il latino no a meno che tu non vada a insegnare latino continuando così il ciclo dell’inutilità.Io la vedo così

  8. il latino (e bada bene che io l’ho studiato malissimo perché la pensavo come te) me lo ritrovo tutti i giorni nei libri che restauro, e qualche volta penso che saperlo un po’ meglio mi servirebbe. Ma al liceo mica avevo idea di che lavoro avrei fatto, io: mai stata di quelle con le idee chiare 😉
    Tu giustamente chiedi l’infarinatura di cose utili, il fatto è che dell’utilità delle cose non puoi renderti conto adesso. Per un archeologo anche il greco antico è utilissimo, e invece io l’avrei trovata una perdita di tempo assoluta.

    La letteratura è un argomento spinoso: quando leggi un libro che ti è imposto non puoi apprezzarlo, soprattutto se hai un’età in cui le imposizioni cominciano prepotentemente a starti strette. Comunque i libri di Silone non avresti potuto scriverli perché non hai vissuto allo stesso modo. Il meglio o il peggio nella scrittura non esistono: è come per la musica. Ci sono cose che possiamo apprezzare e altre no, solo questo.

  9. Sì, ma, come cacchio capisco se una cosa è utile o no?
    Vado a sensazione?
    O ci viene assegnato un lavoro fin dalla nascita, inutile studiare il latino, da grande farai catering?
    A me il latino è servito, e credo servirà, proprio in cocnreto, mi darà soldi per campare.
    Ma come facevo a saperlo prima? BOH!

  10. @ pepper:
    1.chiaratiff a chi? 😀
    2.vorresti dire che sono PROLISSA?
    3. E poi scusa, tu non fai il filosofo telefonico? Con testo a fronte in latino, lo fai? 😆
    4. solo il broccolo fiolaro, gli altri non servono

  11. 1)volevo solo distinguermi dalla massa che sa come si scrive il tuo nome, sono insoppoertabilmente 15enne in my gutt, tipo che metto la maglietta ll’incontrario per mostrare quantto vado contro corrente, e a volte rimango ustionato.
    2) no, volevo dire che sono un pirla, che quel che ho detto lo avevi già scritto molto più chiaramente tu (la vendo a due etti al chilo, la lingua)
    3) il telefonico è solo che mi ci hanno costretto i draghi del potere, per dirla alla Bennato… faccio ben altro, nell’intimità della mia cameretta, robe latine!
    4)ah ecco, non avevo capito, facevo finta di aver capito…

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