scheletri nel frigorifero

Io ieri ho deciso che la mia casa era un disastro e ho fatto un buon proposito: ho pensato che se mi metto d’impegno e faccio una o due cose al giorno, è possibile che il sabato l’aspetto generale del posto in cui viviamo assomigli meno a un caravanserraglio e che quindi sia meno frustrante per me e anche per lo Splendido dargli una ripulita.

Per dimostrare la mia serietà di intenti ho cominciato con tre cose detestabili: l’aspirazione di quantità di balocchi pollinosi dal pavimento del piano terra, la pulizia delle scale di accesso al mio laboratorio e la bonifica del frigorifero.

Il frigorifero a casa mia fino a ieri gridava vendetta: era un’accozzaglia di vasi e vasetti che stazionavano sul ripiano più alto da tempo immemorabile. Non nascondo che alcuni ingredienti non avevano ancora cominciato a muoversi autonomamente solo perché ben chiusi con un coperchio a tenuta ermetica; altri avevano superato silenziosamente la data di scadenza nonostante  l’aspetto ingannevolmente commestibile.

Eviterei, per questioni di decenza, di descrivere lo stato dei cassetti e dei ripiani. Vi dico solo che munita di spugnette e detergenti ho dato una lustrata al caro elettrodomestico, che adesso, semivuoto e profumato, parrebbe testé uscito di fabbrica.

Quindi è da ieri che passando davanti al frigo non resisto alla tentazione di aprirlo per rimirare tanta purezza e facendo questo sono stata folgorata da un pensiero che mi piace e che quindi vorrei condividere.

Il mio frigo è bellissimo. Non perché è pulito, anche se pulito è ancora meglio. Comunque il mio frigo è bellissimo anche da fuori, e se ci passi davanti anche se non lo apri non puoi non guardarlo, ché sopra ci sono tante cose e ognuna ha un suo senso.

Io credo che il mio frigo parli molto di me e delle mie incongruenze e dei miei desideri, e quindi forse mi capite se vi dico che mostrarvelo, a me, un po’ mi emoziona.

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23 thoughts on “scheletri nel frigorifero

  1. io, modestamente, l’ho visto dal vivo.
    io.

    e confermo la beltade di quel frigo, che corrisponde parecchio alla beltade della cucina che ci sono foto ed immagini un po’ dappertutto, che corrisponde parecchio alla beltade della famiglia che ci abita. in quel posto bello lì.

  2. @sid: è vero, l’hai visto dal vivo. per fortuna che non ci hai guardato dentro, ché quando sei venuta tu non era ancora bello pulito come oggi😉
    Che lo sai che certa gente quando va a casa degli altri guarda dentro al frigo?

  3. e pensate a quali poetici versi invadano la bocca splendida allorquando, nel riporvi all’interno i generi alimentari di competenza, cotante effigi rovinino al suolo, rumorose e invadenti, tuttavia necessarie per la familiar istoria.

  4. quello che mi è completamente incomprensibile è dove tu trovi la voglia di fare ancora le pulizie dopo aver fatto la pulizia massima… quella del frigo. che è notorio che con i combattimenti contro i cetrioli ci si sfinisce e si perdono tutte le forze🙂

  5. @sq:
    sei tu che sbagli…
    devi aprire piano piano la porta per non svegliarli. poi quando la luce li spaventa tu li tramortisci con un pugno.
    io, con l’insalata, faccio così. e funziona!🙂

    @chiara:
    e tu mi sei donna di grandi contraddizioni. se tanto mi da tanto c’avrei giusto giusto un traslochino da fare. ammmica!!! ammmica mia!🙂

    @trabucco:
    neanche un mick jagger! neanche un michal stripe, neanche un francesco de gregori. niente! quasi quasi non sono poi così splendidi come vogliono farci credere!🙂

  6. @trabucco: i cantanti devono cantare e non stare sui frighi, secondo me.

    Non ho capito quale, in quarta fila. Quello vicino alla tour eiffel in costruzione e sopra ai piedi di Picasso è l’autoritratto di Lucian Freud (bellissimo)

  7. Cosa vuoi, il cantante che piace a lei è talmente piccolo che ci voleva il grandangolo per rirpenderlo.

    excusatio non petita: io sono di statura media e gran ben proporzionato.

  8. @splendido:
    adesso dici anche il nome del cantante però. non si può essere vipere a metà.

    @chiara:
    e quello sopra Lucian chi è? non male neanche quel ganzo lì…

  9. Bellissimo questo racconto, nel quale potrei anche ritrovar mici, per tanti aspetti.

    E per il frigo che parla di te… è tipico dei film americani mostrare nelle ambientazioni, dei frigoriferi con tanti bigliettini appiccicati sulla porta, e le “case di woody allen” lo dimostrano ampiamente.

    Personalmente non appiccico nulla sul frigo, ma mi piace molto chi lo fa, perché vedendo queste case, si ha l’idea del vissuto e soprattutto, e come in questo caso, della personalità della padrona di casa.

    E poi, tu non sei una manipolatrice della carta? Quindi ti rappresenta in pieno.😉

  10. @ Splendido: Se ne hai anche una in diretta dal reparto maternità me lo vedo anche da piccolo, grazie.
    Pensavo che mi mettessi il pezzo in cui si mette la maglia, in quel concerto lì .

    Apprezzo molto la scelta del brano, aspetto sempre di averlo come suoneria del cellulare.

  11. Bello il frigo… ma bello anche il commento dello splendido😛
    Anche il mio ha bisogno di una ripulita, e anche il mio sta accumulando pezzi di mosaico, ma la gatta li toglie sistematicamente… a zampate maledette.

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