je préfère le moulin rouge

Allora io come blogger sono pivella e mi manca proprio quell’impostazione mentale per cui se vuoi che ti leggano devi andare incontro al tuo potenziale pubblico. E quindi io scrivo, scrivo senza pensare per chi e per come, però poi devo ammettere che mi piacerebbe avere idea dell’idea che uno, leggendomi, si fa di me.
Questo per dire che quando qualcuno mi ha fatto notare che dal mio blog sembro la mamma del mulino bianco non è che me la sono presa, ma ci ho pensato su.

La mamma del mulino bianco a me non è che sia mai piaciuta.
Lei si sveglia la mattina presto e, contrariamente alle mamme normali che sfoggiano uno stampo da cuscino sulla faccia, due occhi da panda comatoso e una verve da bradipo, lei tutta pimpante dopo un minuto è già in cucina e ha preparato la colazione per tutta la famiglia. O è già miracolosamente vestita e truccata oppure, apparentemente acqua e sapone ma pettinatissima, con il rossetto e uno strato invisibile di terra abbronzante, è scesa in pigiama come le mamme vere, ma con che pigiama, porca miseria! Non quella roba informe e slandronata che hanno in dotazione le persone normali, no: il pigiamino setoso, rosa cipria, appena stirato (!) che si conviene a una donna perfetta come lei. Basterebbe già questo a farmela stare sulle palle per l’eternità.

La tavola è imbandita come per un pranzo reale: succhi, tè, cestini di vimini con quattro tipi di biscotti e tre merende diverse, le fette biscottate e le marmellate nelle ciotoline. A casa mia le merendine si scartano direttamente dalla confezione e i biscotti escono dal sacchetto dei biscotti, per non dire della marmellata che è già tanto che la tiri fuori dal frigo, altro che ciotoline di porcellana.

Poi lei sorride, a colazione. Sorride al papà del mulino, ai bambini del mulino, ai passerotti che vengono a smangiucchiarsi le briciole di merendina sul davanzale della finestra del mulino.
Ora, io ve lo dico: alle sette, appena sveglia, trangugiando il caffè, con i bambini che la cartella non l’hanno ancora fatta, la colazione ci mettono un quarto di secolo a finirla e io che con i miei 90/50 di pressione faccio fatica a stare in piedi non riesco a sorridere a chicchessia e i passerotti li farei arrosto.

Quindi, ricapitolando, io la mattina faccio schifo che bisogna amarmi veramente molto per guardarmi in faccia; il pigiama è un’accozzaglia di tute vecchie e magliette da battaglia; i capelli li ho alla moda di Medusa; cerco di sorridere interiormente alla giornata ma dal mio viso ancora non trapelano emozioni positive; aggiungo che qualche volta sono talmente snaturata che mi dimentico di comprare il latte e propino ai miei bambini qualunque roba potabile in sostituzione e maschero il senso di colpa arrabattando scuse sull’utilità dello spirito di adattamento.

Vi sembra che io assomigli alla mamma del mulino, fin qui? Non tanto, eh?

Vi invito, adesso, a pensare alla mamma del mulino nelle attività della sua giornata. Intanto non lo vedi perché lei mai ti mostrerebbe la sua biancheria intima, ma è ovvio che è coordinatissima e sobria, né essenziale né frufru. Men che meno provocante. Io la mutanda e il reggiseno in coordinato non riesco nemmeno se ci provo, c’è sempre qualche impedimento tipo che mi sono messa quella mutanda lì che avrebbe il suo reggiseno uguale ma poi mi accorgo che siccome voglio metterci sopra una maglietta così o colà per qualche ragione non va bene e allora amen, ché di cambiare mutanda non se ne parla; ma il più delle volte è che o la mutanda o il reggiseno sono nel cesto della roba da lavare o, nella migliore delle ipotesi, stesi ma umidi.

La mamma del mulino si veste prevalentemente in beige e panna; io no.

La macchina della mamma del mulino sono indecisa se sia un suv nero o una classe A. Probabilmente un suv con la scusa del cane. Il suv nero è molto utile per andare a prendere i bambini in una zona con poco parcheggio, infatti è per quello che i suv son sempre parcheggiati in posti assai improbabili dove rompono tantissimo le palle. Comunque, quale che sia la macchina della mamma del mulino, è sempre pulita sia dentro che fuori, non come la mia che ogni tanto bisogna disinfettarla con degli agenti chimici che possiedono solo i servizi segreti.

La mamma del mulino passa molto tempo con i suoi figli, come me. Solo che lei non si arrabbia mai, non litiga con il grande perché le assomiglia troppo o col piccolo perché fa il furbo. È molto paziente, lei.

E poi il punto di forza della mamma del mulino: il mulino, appunto.
Il mulino è sempre in ordine e pulito. Non ci sono cose da stirare in giro, i libri abbandonati su tutti i ripiani orizzontali disponibili, la scopa appoggiata dove non dovrebbe, il cesto in lavanderia che straborda, le formiche in cucina, le pentole che aspettano di essere lavate. Il mulino è sempre perfetto, come lei.

Volete vedere casa mia? Ecco, appunto.

Quindi spiegatemi: cosa vi fa pensare, del mio blog, che io possa assomigliare alla mamma del mulino?

PS: non lo volevo dire ma è più forte di me. La mamma del mulino dacché si è riprodotta secondo me fa pochissimo sesso ricreativo

 

 

 

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20 thoughts on “je préfère le moulin rouge

  1. ahahahaha!!!!!
    grande Chià!!! 🙂
    penso che ti amo. se non lo fossi già ti chiederei in Isposa! 😀
    AHAHAHAHAHAHAHA!!!!!
    ora me lo rileggo di nuovo che è BEISSIMO sto post! 🙂

  2. ma è vero, no? Con una mamma così uno non vede l’ora di essere adolescente per prenderla a bastonate, secondo me 😀

  3. Chiara, sei sei adorabile come lo sei nello scrivere… non c’è mamma del mulino che tenga!
    🙂

  4. per me la mamma del mulino bianco ha i suoi casini privati, ma in pubblico, l’aplomb innanzitutto. tu forse dai un po’ quell’idea (potevo stare zitto? be’, sì, ma ormai)

  5. @laura: purtroppo non sono tanto adorabile, anzi sono un po’ musona e anche poco loquace.
    (qua però se qualcuno che mi conosce potesse smentire anche solo per farmi piacere sarebbe bellissimo, ecco)

    @trabucco: mi fai ridere 😀
    L’aplomb non è proprio il mio forte 😉 Dal vivo faccio tutto un altro effetto, mi sa. E se ho le balle girate lo vedono da un chilometro di distanza

  6. @splendido: e che si fa così una smentita? Si dice:”No, signori miei, la Chiara è una persona un po’ timida e riservata ma molto affettuosa e amorevole, non parla a vanvera e qualche volta è meditabonda ma non musona” così si fa una smentita. Mi tocca proprio insegnarti tutto, mi tocca… 😉

    @john: grazie!

  7. Posso dire che mi ritrovo anch’io nella descrizione che fai di te stessa? Timida, riservata, apparentemente musona… 😉

    E posso dire che ho capito molto in ritardo che tu e lo Splendido siete sposati? Sono anche un po’ lenta! 🙂

  8. Laura, in effetti lo siamo stati negli anni 80. Poi lei si è invaghita di un rocker irlandese e io di una modella palermitana. Ora ci si vede ogni tanto, ma non siamo rimasti amici. Perché lei non vuole. Ecco.

  9. @laura: apparentemente, sì!!! 🙂

    @splendido: smettila che poi ci credono.
    però è vero: non siamo amici. Io non voglio. Ecco.

  10. Le pubblicità sono il male! Più che altro perchè a volte uno ci crede a quel che vede solo che se io dovessi partire così quando vado a prendere “lei” so già che la reazione non sarebbe quell’aria sognatrice ma un: “FERMA SUBITO QUESTA CAZZO DI MACCHINA CHE SCENDO!!!” E così finisce che poi uno ci sta anche male…

  11. La mamma “DEL MULINO” o la mamma “DAL MOLIN”?
    A te la scelta.
    🙂

    Inutile che scrivi questi post per (auto)convicerti del contrario. Anche con la macchina sporca e le scarpe da ginnastica sei la mamma del Mulino (e siine felice, credimi).

  12. @P: ok, ok, sono la mamma del mulino, ma più simpatica 🙂

    (non mi parlare del dal molin, ti prego: mi fa tristezza)

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