si fa quel che si può

 

Flora ha un ex buchetto sul braccio destro, in alto, nel posto dove si facevano (si fanno ancora?) le vaccinazioni. Fosse solo per il buchetto: il problema è l’ex. Due volte ex: la prima volta, rattoppato alla buona con un pezzo di cartaccia e chissà quale colla, che ha lasciato un alone di grigiume tutto intorno; la seconda, richiuso con amore e pezzette di carta giapponese. Da me.

La guardo, Flora, la pelle bianchissima ma non bianca, su quel braccio lì: un bianco grigio ma anche leggermente avorio, con l’alone intorno al buchetto che non c’è verso di toglierlo, per via di quel bianco non bianco: prova tu a togliere il grigio dal bianco, proprio nel punto più bianco ma non bianco del braccio. Non si leva: si alleggerisce appena, con una passata di pastello prima bianco poi avorio, poi nero, un po’ dentro un po’ fuori ad alleggerire contrasti.

A me spiace, per Flora, avvolta dal suo velo trasparente: che mi verrebbe da sollevarlo appena, quel velo, a coprire la vaccinazione. Ma non posso.

 

 

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7 thoughts on “si fa quel che si può

  1. ma che razza di lavoro STRAFICO fai?!?
    tu sei una restauratrice!!!
    eterna stima massimo rispetto invidia massima.
    grande!!!!

  2. Che bello il mestiere creativo Chiara! comunque che ci fosse la vena artistica si “sente” anche quando scrivi.

    Beh ogni lavoro ha i suoi svantaggi mi dirai, ed è vero, però vuoi mettere le tue soddisfazioni (vedi post pre-precedente) con quelle di chi quel tipo di esperienze tattili le fa sì e no una volta nella vita?

    E poi c’è Flora (e con lei chissà quanti altri) che grazie a te ha ripreso vita…

  3. io non mi sento molto creativa, a dire la verità.
    però è un bel mestiere, sì, le volte che penso di saperlo fare un po’. Soffro di una carenza cronica di autostima…
    In effetti Flora prima era messa abbastanza peggio🙂

  4. Oh sì, quella roba lì della carenza di autostima, ciclicamente ce l’abbiamo un po’ tutte mi sa…
    E’ come “Il cerchio imperfetto” libro che ho letto un po’ di tempo fa. Dice che alcuni cerchi non riescono a chiudersi e tu puoi affannarti quanto vuoi, puoi arrabbiarti oppure accettare di aver ricevuto in dono un cerchio imperfetto.
    E amarlo, così com’è.
    E dopo questa, posso anche andare a nanna, mi sa che è ora eh?!?
    Ciao, anzi, buonanotte.

  5. Beh, non è importante sentirsi creativi, ma esserlo.

    E dopo questa massima eterna, confermo che fai un bel lavoro… Ho degli amici americani che restaurano libri e dopo l’alluvione di Firenze, hanno contribuito a restaurare i libri della Biblioteca Nazionale.

    Sono delle gran belle persone, e lo sono anche perché ad aver cura delle cose, lo si diventa un po’.😉

  6. Secondo me la mancanza di autostima e la creatività vanno piuttosto di pari passo. Inoltre invidio molto i creativi, io fatico ad esserlo.

  7. @arthur: per i volumi alluvionati ci si passa tutti, prima o poi🙂

    @signor ponza, grazie della visita.
    Sinceramente questa cosa della mancanza di autostima legata alla creatività non l’avevo mai sospettata. Mi vengono in mente alcuni creativi alquanto sboroni et megalomani :-l

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