un post con le parolacce e pure comunista

Vicenza: città industriosa. Siccome c’è la crisi noi ci inventiamo un’idea di pubblica utilità come il Salone del Lusso. “Luxury and Yachts“, si chiama. Perché quelli che erano ricchi lo sono ancora, dicono. Almeno per ora.

A parte il fatto che ci sono poche parole che detesto quanto lusso, e pochissimi mezzi di locomozione che mi indispongono quanto gli yachts, cerco uno stato d’animo neutro per leggere di questa fiera a cui non andrei nemmeno se mi pagassero.

Mettiamoci quindi, serenamente, nei panni di un povero disgraziato che disponga di cinque o sei milioni di euro da investire, o meglio mettere al sicuro, prima di eventuali catastrofi aziendali. Sarà certamente interessato a beni di prima necessità in edizione limitata oppure a oggetti di fine fattura da lasciare, un giorno, ai fortunati eredi. La nostra fiera testé inaugurata fa per lui. Ecco allora per esempio un sarcofago (= cassa da morto) (= tipico esempio di bene da lasciare in eredità) con cinquemila fiori intarsiati che il fortunato potrà aggiudicarsi per la modica cifra di 200.000 euro: una bazzecola.

Mi dirà qualcuno che quel lavoro avrà sfamato le famiglie di quattro fini ebanisti degni dello studiolo di Federico da Montefeltro (vogliamo parlare dei mestieri di una volta? Si sa che stanno scomparendo e non vorrai mica che si perdano le tradizioni, no? Io però i sarcofagi intarsiati me li ricordo al Museo egizio, non esattamente al cimitero di Polegge, quindi non so che tradizione da salvaguardare sia). Che se uno può permettersi una bara da 200.000 euro non si vede perché non debba comprarsela.
Ok. Intanto vorrei tanto conoscere la tariffa oraria del fine ebanista, ché ho ben presente quanto riesce a farsi pagare un artigiano iperspecializzato. Ho il forte sospetto che quello che ci guadagna non sia lui.
Poi sono in pena per il povero milionario. Non vorrei che ci rimanesse male, scoprendo che dopo la sua dipartita non potrà, ahimè, disporre di selezionatissimi vermi con pedigree per tramutare le sue raffinatissime spoglie mortali in pregiatissimo humus. Eccheccazzo, non ci sono più i bei privilegi di una volta!

16 thoughts on “un post con le parolacce e pure comunista

  1. Tocca andare.
    Sai, sto con una da 24 anni e volevo regalarle il copriwater di Missoni. Cambia colore a seconda del calore trasmesso dalle natiche dell’avventore. Una favola.
    Che dici, le piacera?

  2. La fiera del Lusso è già stata per la prima volta a Vicenza l’anno scorso, già in quell’occasione in molti sono insorti, a ragione, contro questa buffonata… avevo una piccola speranza che non si svolgesse quest’anno, nel rispetto delle centinaia di persone che in Italia hanno perso il posto di lavoro e magari anche la casa…probabilmente ci sono ancora troppe persone che sognano di avere un copriwater tempestato diamanti… che tristezza ragazzi!!!….
    Ha sempre più ragione il grande Vasco: “….mi viene il voltastomacooooo!!!”

  3. Il problema è che in Italia c’è gente che senza “arte ne parte”, come si suol dire, guadagna cifre da capogiro, vedi calciatori, veline, (bancari e immobiliaristi che hanno salvato bei gruzzoletti ai danni altrui… ) e quant’altro, spendono per un giorno quello che una persona normale guadagna in un anno o quasi e allora diventa normale che ci sia la fiera del lusso, perché il lusso ormai appartiene a loro e a tutto quello che ci gira intorno, che non è poco.

    Poi ci sono i Russi che comprano da noi barche da sogno… con la professione che faccio, ho visto tanto di quel cattivo gusto che alle volte è quasi inimmaginabile anche soltanto pensarlo…

  4. in Italia è certo i ricchi ci sono, oserei quasi dire che sono di più dei poveri
    ed in queste occasioni ecco che spuntano
    logicamente “guardano” e basta….
    fan finta che siccome c’è la crisi cè da stare in campana…
    già, così almeno ce la fan bere
    e noi beviamo.

  5. Scusa Arthur, ma ti devo riprendere e spezzare una lancia a favore dei bancari che hanno sgobbato perchè i “banchieri salvassero bei gruzzoletti ai danni altrui”…
    Sono di parte, perciò posso assicurarti con estrema certezza, (purtroppo lo si nota dal mio conto in banca), che bancari e banchieri non sono esattamente la stessa cosa…
    Per il resto sono d’accordo con te….c’è troppa gente che sperpera denaro solo perchè guadagna facilmente ma siamo noi a permettere tutto ciò, se alla nostra società gliene fregasse un pò meno della moda, delle partite di calcio, dei soldi facili a tutti i costi per permettersi l’ultimo modello del Rolex, la Spider nuova fiammante e quant’altro non ci sarebbe più il giro di miliardi che ruota attorno a queste cose inutili e faziose…e ci guadagneremmo tutti quanti.
    Purtroppo, cacchio, come recita il titolo del post, questo resta solo un sogno da puro comunista!

  6. Oh pardon, scusa tu, Luisaross, mi sono espresso male, non volevo penalizzare la categoria dei bancari, mi riferivo soltanto ai cosiddetti “furbetti del quartierino”, cioè quelli che si nono imboscati i soldi dei risparmiatori per rimpinguare il loro conto personale, tutto qui.😉

  7. quello che mi ha fatto brontolare non è che la gente si spenda i suoi soldi. Per carità: ci sono anche quelli che si sono fatti il culo per guadagnarseli e va bene. Solo che lo sperpero è un’altra cosa. Comprarsi una cassa da morto da 200.000 euro per me è come accendere il camino con le banconote da 500: ci sono modi più proficui per utilizzarle. Se non altro per rispetto di chi non le ha.

  8. questa, meno male, mi mancava.
    la follia umana riesce ad atterrirmi.
    e comunque uno così… se la merita una cassa da morto intarsiata dal fine ebanista. così impara! ;-P

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