te lo dico io perché sono disperate

Ho capito una cosa: gli architetti odiano le casalinghe. Dico casalinghe ma intendo tutti coloro che, per piacere o per dovere, a tempo pieno o parziale, devono cimentarsi con i lavori domestici. Alla facoltà di Architettura esiste un esame segreto di Sadismo e, se non passi quello, la laurea puoi anche scordartela.

Quando stai ristrutturando casa e l’architetto ti consiglia una soluzione fantastica, stai sicuro che sotto c’è un trabocchetto. Ti assicura che lo scuretto sotto il gradino e la fessura tra lo scalino e la parete sono i dettagli che fanno la differenza, che vedrai la sensazione di leggerezza, vuoi mettere con una banale scala che esce dal muro e comincia da terra? Però non ti dice che quelle rientranze, fessure, spiragli sono destinati a rimanere per tutti i secoli dei secoli un ricettacolo di polvere/pelo di cane/foglie morte (a seconda della collocazione della benedetta scala). Tu che sei rincoglionito da settimane di andirivieni di elettricistimuratoriidraulici dici sì, che bello e non ci pensi minimamente, che quella sarà la tua rovina. Il piastrellista e il resinatore di gradini lavorano ottomila ore per ottenere l’effetto voluto e tu sei ancora ignaro. Per poco: fino alla prima pulizia.
Le mie scale (interna ed esterna) sono un miracolo di leggiadria, paiono sospese nel nulla. Peccato che non se ne accorga nessuno a causa degli scuretti perennemente luridi.

Si capisce che oggi ho fatto le pulizie, sì?

Ah, comunque ho un sacco di amici architetti (che è come quelli che dicono ho un sacco di amici gay)

7 thoughts on “te lo dico io perché sono disperate

  1. Oops… mannaggia, io sarei un architetto…😉 e le scale sospese nel nulla, sono la mia specialità…😉😉

  2. “Ho un sacco di amici architetti (che è come quelli che dicono ho un sacco di amici gay)”
    Questa battuta mi ha fatto ridere di gusto nel cuore di una giornata musona. Grazie.
    Quel “… lavorano 8000 ore” (e si fanno pagare di conseguenza) mi ha rimesso tristezza. Dannazione, perché invece di fare il creatino non ho imparato anch’io un mestiere con le mani, come mi diceva il papà?

  3. arthur: aaaargh!😉 ti penserò, allora, durante le prossime pulizie scale!

    matteo: guarda, io faccio un lavoro con le mani ma mi pagano pochissimo. (la giornata di ieri era musona per forza, vedrai che oggi va meglio)

    alberto: a me l’architetto gay manca. Magari è più sensibile alle problematiche della casalinga, però! Dovevo pensarci prima🙂

    splendido: fa’ che la Irene non debba mai leggere questo post

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