because Jellicles can and Jellicles do

un post in gemellaggio

Come io abbia fatto, a vivere trent’anni senza un gatto, non me lo spiego.

Gianfilippo è un gatto da streghe: occhi gialli e magnetici e pelo lustro che ruba la luce e la trasforma in cento sfumature di nero.
Quando la cicogna l’ha depositato nel nostro giardino, talmente piccolo da passare tra le maglie della recinzione, era un gomitolo di pelo lanoso con gli occhi azzurro-neonato e il miagolio forsennato della fame. Non lo riconosceresti, oggi, nel superbo felino che gira per casa.
Qualche volta, la notte, dorme fuori. Dormire forse non è la parola esatta: quando torna, la mattina presto, dalle sue scorribande notturne, non ha l’aria di aver dormito un granché. Fa colazione e poi si acciambella in una stanza in penombra, a smaltire i bagordi.
Quello che adoro del mio gatto è il profumo: torbato, lievemente affumicato, pulito; affondo il naso nel suo pelo ogni volta che posso per godermelo tutto perché è un odore che fa casa, camino, tepore.

Ma il gatto non è domestico: finge di esserlo per farti piacere, ma poi in tutti i modi ci tiene a ribadire la sua appartenenza alla natura. Ti lascia l’illusione di dipendere da te ma in fondo si sa, che non sarà mai tuo.
Ti guarda con la consapevole superiorità di una pantera. Sceglie i suoi spazi a seconda dell’umore, e non si cura troppo degli altri abitanti della casa.
Mangia quando meglio crede.
Uccide con la naturalezza di una fiera.
No, il gatto non è domestico, ma quando decide di lasciarsi andare e si accomoda sulle tue gambe per farsi coccolare ti senti a casa come non mai. E secondo me si sente a casa anche lui.

 

 

2 thoughts on “because Jellicles can and Jellicles do

  1. Pingback: Uomini duri « Splendidi quarantenni

  2. il gianfilippo!
    mi fai commuovere a parlar così del gianfilippo.
    e, comunque, è tutto vero.

    c’è una storiella americana sulla differenza tra cane e gatto:

    un cane guarda il suo padrone e pensa: è altissimo, mi fa le carezze, mi da da mangiare… deve essere DIO

    un gatto guarda il suo padrone e pensa: è altissimo, mi fa le carezze, mi da da mangiare… DEVO ESSERE DIO!
    🙂

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