Gioia 100% bio

I mandarini vado a cercarli da Natura Infinita, pensando che solo dei maniaci dell’alimentazione natural-bio-meglio-se-macrobiotica siano così pazzi da vendere roba che non vuole nessuno.
Perché il mandarino è un frutto assai snobbato, di questi tempi. Il colore slavatino e opaco non ha nulla dell’arancio lubrificato brillante che splende dalle cassette dei mandaranci garantitisenzasemi di tutti i fruttivendoli, mercati e supermercati del Paese.
Già, perché la sfiga massima del mandarino è la quantità di semi che contiene: se non lo vedi non ci credi.

Io, comunque, i mandarini li compro perché ci devo fare la marmellata. I semi servono, per la marmellata. In quattro e quattr’otto li metto da parte in una tazza d’acqua, e faccio a pezzetti il resto. Quando dico “il resto” intendo tutto: scorza e polpa. Il bello degli agrumi è che per farci la marmellata non devi nemmeno sbucciarli.

Le nonne raccomandano di usare pentole che non siano di alluminio. Io pignatte di alluminio non ne ho, vado tranquilla: aggiungo lo zucchero alla frutta, metto il coperchio e vado a letto.

Quando la mattina scendo in cucina, mi accoglie un profumo che sa di infanzia, di giorno della Befana, di caramelle di zucchero, di gelatine di frutta, di dolci che i bambini di oggi forse non conoscono, poveri loro. Aggiungo l’acqua in cui sono stati a bagno i semi e accendo il fuoco. Dopo una mezz’oretta, devo ammetterlo, nell’aria aleggia un odore che sa vagamente di farmacia; ma io porto pazienza, lo so che è solo una fase transitoria. Infatti, nel momento in cui la marmellata è cotta, l’aroma del mandarino è tornato la delizia che deve essere e riempie la cucina di promesse.

Lo senti, tu che leggi, quel pizzicore sulla punta della lingua? Questa, lo sai, non è una marmellata qualunque: nel vasetto trasparente ha il colore del sole di agosto, e ti chiama come l’estate per un appuntamento mattutino su una fetta biscottata o un pezzetto di pane caldo.
Acidula, dolce e lievemente amara, ti lascia in bocca l’allegria della sorpresa anche in una giornata d’inverno grigia come la tristezza.

 

 

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8 thoughts on “Gioia 100% bio

  1. Posso ordinare una confezione ma – qui sta il punto – senza o con una quantità dimezzata di zucchero?
    Prometto che lo mangio tutto anche facendo quelle stratosferiche smorfie che fai da bambino quando scopri che la mamma ha dimenticato di zuccherare il caffelatte.

  2. Non l’ho mai mangiata, ma sembra buona. Anche per me con poco zucchero grazie 🙂 Però, il pentolame di alluminio, a me piace.

  3. @matteo: te la porterò lo stesso giorno in cui non mi rifiuterai il famoso caffè 😉
    La quantità di zucchero è perfetta così: praticamente dietetica
    @alberto: le pentole di alluminio non vanno bene con la roba acida. Devo proprio spiegarti tutto! 😀
    (sono un po’ emozionata a sapere che uno scrittore VERO commenta il mio blog)

  4. non sono un amante della marmellata ma dopo averti letto mi verrebbe voglia di affondarci due dita di nascosto e gustarla così un po da teppista 😉

  5. Pingback: la parmigiana, per esempio, è come il veleno « In the mood for writing

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