Strani amori

Il Lungarno vicino al Ponte alle Grazie, quando piove.
Il giardino di Boboli quando era davvero un giardino, e potevi andarci a studiare.
Il ponte dell’isola Tiberina, dalla parte della sinagoga, che non so come si chiami.
Via del Portico d’Ottavia, chissà perché.
Piazza Navona la mattina presto, quando i turisti dormono ancora.
Rialto la sera tardi, quando i turisti dormono già.
Corso Palladio, quando poco dopo il tramonto guardi verso ovest.
La volta in cui, a Merzouga, ho visto l’inizio del deserto e ho pensato che non si vedeva la fine.
Noirmoutier, un po’ isola e un po’ no; un po’ oceano e un po’ Mediterraneo.
Quando, in vacanza con mia cugina, si arrivava ogni mattina in treno alla Gare du Nord e Parigi era tutta da scoprire.
Milano, il giorno che ho scoperto che certe volte c’è il sole anche lì.

Viene da sola, prende un po’ alla sprovvista; e mi lascia un poco stordita, appena appena incredula; e poi, quando passa, mette nostalgia, la nostalgia.

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