una cosa di quando muori
Se quando muori il mondo (un microcosmo, una regione, un Paese) risuona della tua musica, declinata in mille voci più o meno intonate, o rigirata in silenzio nella testa insieme a parole sedimentate da decenni di ascolti un po’ attenti e un po’ distratti; se il primo pensiero di chiunque è un verso o una frase di qualche tua canzone, e non per tutti la stessa, ma ognuno la sua, quella che raccoglie meglio la nostalgia: secondo me qualcosa di buono nella vita l’hai fatto, e puoi morire (quasi) contento.
Io, per me, è tutto il giorno che mi canto in testa Cara

bello. bella considerazione. io sono su Com’è profondo il mare.
Se poi qualcuno con i paramenti sacri vieta che si cantino le tue canzoni al tuo funerale — probabilmente hai *davvero* fatto qualcosa di buono.