ho voglia di innamorarmi

Di cominciare ignara dalla uno e a pagina trenta essere un po’ invaghita, alla cento sentire già una sorta di affetto, verso la metà aver voglia di rallentare per non far finire tutto troppo in fretta e allo stesso tempo giocare con la tentazione di andare più veloce per arrivare subito in fondo. Alle ultime righe aver già nostalgia, e mitigare la malinconia dell’epilogo con l’allegria di un lieto fine, oppure abbandonarmi alla tristezza di una conclusione amara.

Non importa che sia il protagonista o un personaggio minore, alla fine lo voglio conoscere come fosse una persona vera, per quanto si riesca di rado a conoscere a fondo le persone vere.
Uomo, donna, non importa: basta che sia una figura piena e rotonda; simpatica oppure odiosa: la cosa fondamentale è che le creda, che i suoi pensieri ispirino dubbio o empatia, che non mi lasci indifferente.
Che l’adori o che mi faccia orrore, o tenerezza, o compassione; che mi somigli o che sia il mio opposto è indifferente: si può essere attratti dalle affinità come dalla totale assenza di tratti comuni.
Voglio entrare per il tempo di un libro nella vita di qualcuno che non sono io.

Poi, dopo un mese o un anno, quando la memoria avrà inghiottito le parole, ricordarmi solo di pochi dettagli, come succede con le persone che hai perso per strada. Però, quelli, non dimenticarli più.

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