dell’impossibilità di dire
Mi capita sempre più spesso di non trovare il modo. Di avere chiare le emozioni ma di arrampicarmi per cercare di dirle, e non riuscire. Mi capita soprattutto quando i sentimenti nascono inaspettati e lasciano scie di nostalgia ancora prima che finiscano di accarezzarmi. Nostalgia preventiva, la chiamo io.
È possibile che qualcosa si opponga alla riuscita del racconto perché certe cose, a dirle, vuol dire che son finite, e la nostalgia preventiva chiede invece di prolungarne la durata, in quella paradossale condizione di limbo tra il prima e il dopo. Ché i momenti rilevanti stabiliscono sempre un confine tra prima e dopo, penso.
Vale per tutto: la primavera, l’innamoramento, l’adolescenza, le sorprese.
(Qualche giorno fa ho vissuto un momento di meraviglia, grazie a mio figlio. Non trovo le parole per raccontarlo. Io mi accontento di ricordarne la dolcezza: voi, fidatevi)

io mi fido, sì
Volevo lasciare il commento “non ho capito… cosa intendi dire?”. Ma ho pensato che era troppo cialtrone perfino per me e lascio perdere. Mi piace quello che ho letto. Io quando non riesco a trovare le parole cerco di “isolare” una sensazione, un sentimento. E invento una storia in cui far vivere quel sentimento.
Simone
che raro dono essere capaci di stupirsi, ancora!!!