Suona la sveglia e tu un altro minuto, magari due. L’ultimo, poi ti alzi. Mi lavo dopo, intanto vai, chiama tuo figlio, prepara la colazione, un occhio aperto e l’altro chiuso, hai fatto tardi ieri sera. Il cielo non c’è, piove, l’aria ha un colore umido; freddo no, umido. Esci, ti bagni un poco perché l’ombrello l’hai dimenticato in macchina. Non c’è traffico il sabato mattina chi vuoi che esca a quest’ora del sabato; la scuola il sabato è una sofferenza ma bisogna.
Non c’è traffico a quest’ora il sabato, siamo in anticipo, ci fermiamo in pasticceria? Il profumo dello zucchero e del caffè cerca di svegliarti ma tu no, resisti. Due minuti e sei davanti a scuola, ci vediamo dopo, un bacio sulle labbra e sei già di ritorno. Cinque minuti, per strada non c’è nessuno. Non sono neanche le otto, ti spogli, torni a letto, riprendi un sogno interrotto.
e poi scopri che il gatto ti ha mangiato una brioche
14 Novembre 2009 di chiaratiz
Che bastardello. Ho dovuto dividerla poi, la brioche.
Ma non è che forse hai sognato tutto e la scuola è saltata?