Gli infilo il naso tra il collo e il pigiama, è ancora tutto caldo di sonno e fatica ad aprire gli occhi. Ne approfitto, lo respiro. So che non gli darebbe fastidio, ci è abituato, ma finché è ancora addormentato mi faccio meno scrupoli e lo sveglio piano, con l’aria dal naso che gli solletica la pelle. E’ ora di svegliarsi, gli dico, ancora con la testa sul suo petto. Non mi va di alzarmi da lì. A lui non va di muoversi, ormai si è accorto che lo annuso e forse gli piace.
Ha un profumo che riconoscerei tra mille, tra un milione, tra tutti. Mi ricordo una volta. Vorrei metterlo da parte, questo profumo di te, gli ho detto, per sentirlo quando non ci sei. Lui, bimbo di 5 o 6 anni, lo mettiamo in una boccetta, mi ha risposto, basta che lo respiri col naso e poi lo soffi nella bottiglia. Non so perché quella volta non abbiamo provato.
meraviglioso chiara
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Anche io sveglio così il mio bambino; eppure mi accorgo che il suo odore cambia crescendo. Ho tanta nostalgia di quella essenza di tenerezza che aveva quando era un po’ più piccolo ( ora ha otto anni ).
meraviglia
(sono cose troppo belle)