Ci sono volte, a me succede, in cui le parole si fanno gommose e insipide come se fossero troppo masticate. Si appiccicano ai pensieri e li rendono inafferrabili, isolati in una bolla di elastico. Mi pare di vederli, i pensieri, dentro la bolla, traslucida e sottile: zitti, i pensieri, senza voce, imprigionati in una tela di ragno.
Allora, in quei momenti lì, anche la scrittura si fa sforzo e lavoro per te che di solito è leggerezza e respiro. Si fa cammino con le scarpe da montagna quando cercavi una passeggiata a piedi nudi lungo il fiume.
Io, e si vede, oggi mi sembrava di voler cantare ma mi sento la lingua legata e non lo so neanche, il perché.
però hai reso bene lo stesso il tuo stato d’animo
In quei momenti, fai come nel ritornello di questa: http://blip.fm/profile/giuliozu/blip/16899312
@zu: può essere un’idea. Mmm Mmm Mmm Mmm
Una delle cose che ho imparato dalla scrittura è proprio questa: si è come si è, un giorno diverso dall’altro, un’ora diversa dall’altra, senza un perché. E senza che ci si debba fare niente. (Debba, non possa, eh.) Buon weekend